Statuto - CONSUMER CLUB ITALIA

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CCI

Statuto

Statuto
Titolo Primo
Art. 1
È costituita l’Associazione libera e democratica CONSUMER CLUB ITALIA.
Il CONSUMER CLUB ITALIA,che in seguito verrà semplicemente indicata con la sigla CCI, non ha scopi di lucro. Essa la sede legale in Roma, in Via degli Scipioni, 110/a.
La durata del CCI è a tempo indeterminato.

Art. 2
Al CCI possono iscriversi tutti i cittadini italiani e stranieri residenti in Italia, che accettino le norme del presente Statuto.
Il CCI favorisce, inoltre, l’adesione di Associazioni, Comitati, Enti senza scopi di lucro, che ne condividono le finalità istituzionali.
L’adesione comporta l’acquisto della qualità di Socio CCI per gli iscritti all’organizzazione aderente.

Art. 3
Il CCI si propone di tutelare, in tutte le sedi consentite, i diritti collettivi fondamentali degli utenti e consumatori e, in particolare, quelli comunque relativi e connessi con:
a) la salute;
b) la sicurezza e la qualità dei prodotti e dei servizi;
c) l’adeguata esauriente e chiara informazione;
d) la corretta e veritiera pubblicità;
e) l’educazione del consumo;
f) la trasparenza, l’equità, la correttezza nei rapporti contrattuali concernenti beni e servizi;
g) la promozione e lo sviluppo dell’associazionismo libero e democratico tra gli utenti ed i consumatori;
h) l’erogazione dei servizi pubblici, considerati nel loro complesso, senza esclusioni, finalizzata a soddisfare bisogni ed esigenze degli utenti, secondo ottimali livelli di sicurezza, qualità efficienza.
Il CCI realizza iniziative di formazione, di informazione e promozionali utilizzando i più moderni metodi e strumenti di comunicazione.

Art. 4
I Soci del CCI sono promotori e ordinari.
Sono Soci promotori coloro che hanno collaborato alla costituzione del CCI o che chi si siano particolarmente distinti nell’attività associativa.
Sono Soci ordinari le persone fisiche, le Associazioni, i Comitati di cui all’art. 2, II comma ed i loro iscritti, che ne facciano domanda e si impegnino ad osservare le norme del presente Statuto.
La qualità di Socio promotore è attribuita con delibera del Consiglio Direttivo, adottata con il voto favorevole di 2/3 dei soci componenti.

Art. 5
I Soci hanno il diritto dovere di partecipare alle attività del CCI; contribuire al suo finanziamento con il pagamento delle quote associative nella misura e nei tempi stabiliti; comportarsi con lealtà e correttezza in ogni momento della vita associativa e professionale; rispettare lo Statuto e i Regolamenti dell’Associazione; ottemperare con scrupolo alle deliberazioni adottate dagli organi statutari.
Le violazioni degli obblighi associativi sono censurate, a seconda della loro gravità, con le seguenti sanzioni:
a) ammonimento scritto;
b) sospensione dalla qualità del Socio e da ogni incarico ricoperto, per un periodo massimo di 6 mesi;
c) espulsione;
Sulla domanda di iscrizione al CCI decide, in via definitiva, il Consiglio Direttivo.
La qualità di socio si perde:
a) per morosità;
b) per recesso;
c) per morte o cessazione dell’attività dei soggetti di cui all’art. 2, II comma Statuto.
Il recesso del Socio deve essere comunicato per iscritto e pervenire alla Presidenza entro il 31 ottobre di ciascun anno. Esso ha efficacia a decorrere del 1 gennaio dell’anno successivo. Fino a tale data il Socio resta obbligato al rispetto delle norma statutarie, regolamentari ed alle decisioni degli organi associativi.

Titolo Secondo

Art. 6
Sono organi del CCI:
1) l’Assemblea dei Soci;
2) il Consiglio Direttivo;
3) il Presidente;
4) il Comitato di Presidenza;
5) il Segretario Generale;
6) il Collegio dei Sindaci;
7) il Collegio dei Probiviri.

Art. 7
L’assemblea dei Soci è convocata, in via ordinaria, dal Consiglio Direttivo entro i primi quattro mesi di ciascun anno, per l’approvazione dei bilanci.
È, altresì, convocata per l’elezione del Consiglio direttivo e dei componenti il Collegio dei Sindaci, il Collegio dei Probiviri.
L’Assemblea straordinaria è convocata su richiesta del Consiglio Direttivo ovvero di un quinto degli iscritti in regola con il pagamento delle quote associative.
Nella richiesta di convocazione devono essere indicati gli argomenti posti all’ordine del giorno;
le modalità di espressione del voto e dei termini delle convocazioni assembleari;
la determinazione dei quorum concernenti la validità delle riunioni e delle votazioni;
I criteri di rappresentanza e di conferimento delle deleghe e quelli concernenti l’elettorato passivo, sono disciplinati dall’apposito Regolamento allo Statuto.

Art. 8
Il Consiglio Direttivo è il massimo organo dell’Associazione.
Esso è composto da un minimo di cinque fino ad un massimo di quindici membri eletti ai sensi del Regolamento.
Si riunisce immediatamente dopo l’elezione per eleggere, nel suo ambito, il Presidente e due vice Presidenti, di cui uno con funzioni vicarie, ed il Segretario Generale.
Il Consiglio Direttivo dura in carica sei anni e può essere riconfermato presentandosi al voto assembleare nella inscindibile globalità compositiva di tutti i sui membri.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente.
Si riunisce, di norma, tre volte l’anno e tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario.
La convocazione viene effettuata almeno tre giorni prima della data stabilita per la riunione, con ogni mezzo idoneo a raggiungere lo scopo.
Il Consiglio Direttivo dispone la cooptazione dei suoi membri che, per qualsiasi ragione, cessino dall’incarico.

Art. 9
Spetta al Consiglio Direttivo:
a) curare l’attuazione della politica generale dell’Associazione, secondo lo Statuto, i Regolamenti ed i deliberata degli Organi;
b) nominare i componenti della Consulta Nazionale, della Consulta Giovanile ed il Segretario Generale;
c) predisporre i bilanci con le relazioni di accompagno;
d) predisporre ed approvare i Regolamenti;
e) deliberare sull’ammissione dei Soci;
f) sottoporre, su segnalazione del Presidente, i Soci a procedimento disciplinare, erogando le sanzioni previste dallo Statuto;
g) attribuire la qualità di Socio Promotore;
h) soprintendere all’organizzazione ed amministrazione dell’Associazione;
i) sottoporre all’Assemblea le modifiche statuarie;
j) determinare i compensi dovuti ai suoi membri, al Collegio Sindacale, al Collegio dei Probiviri ed eventuale gettoni, rimborsi e diarie per l’assolvimento di incarichi speciali;
k) stabilire gli oneri finanziari necessari al funzionamento della Consulta Nazionale e della Consulta Giovanile;
l) stabilire annualmente l’entità delle quote di iscrizione;
m) deliberare sulla istituzione delle Delegazioni Territoriali;
n)soprintendere all’amministrazione del patrimonio sociale.
Il Consiglio Direttivo pronuncia la decadenza dalla carica dei componenti che risultino assenti dalle riunioni per tre volte consecutive senza giustificato motivo.

Art. 10
Il Presidente del Consiglio Direttivo è il legale rappresentante dell’Associazione e spende, a tutti gli effetti, la firma sociale.
Sovrintende all’attività dell’Associazione; al funzionamento dei suoi organi; al rispetto delle norme statutarie e regolamentari.
Ha facoltà di stare in giudizio nelle cause attive e passive, avanti a tutte le Autorità Giudiziarie, civili, penali, amministrative, contabili; nominare avvocati; definire in via conciliativa e transattiva, ogni controversia, anche non giudiziaria.
Convoca e presiede il Consiglio Direttivo, il Comitato di Presidenza, la Consulta Nazionale, la Consulta Giovanile.
Conferisce ai componenti il Consiglio Direttivo deleghe per l’esecuzione di incarichi speciali o di funzioni.
Nomina, sentito il parere del Comitato di Presidenza, i presidenti della Consulta Nazionale e della Consulta Giovanile.
In caso di assenza od impedimento, le funzioni di presidente sono assunte dal vice Presidente Vicario.

Art. 11
Il Comitato di Presidenza è composto dal Presidente, dal vice Presidente e dal Segretario Generale.
Cura l’esecuzione delle deliberazioni assunte dal Consiglio Direttivo.
Assume e licenzia il personale.
Istituisce uffici.
Stipula convenzioni.
Cura i rapporti esterni.
Assume, in caso di urgenza e necessità, tutte le iniziative che ritiene opportune per il migliore funzionamento del CCI, che sottopone all’approvazione del Consiglio Direttivo nella prima seduta utile.
È convocato del Presidente tutte le volte che lo ritenga necessario.

Art. 12
Al Segretario Generale spetta l’amministrazione, l’organizzazione e la gestione economica finanziaria dell’Associazione.
È responsabile della Tesoreria.
Dirige il personale.
Firma, insieme al Presidente, gli atti relativi ad impegni economico finanziari dell’Associazione.
Dirige la Segreteria disponendo le modalità di conservazione delle scritture contabili, dei libri sociali, dell’archivio.
Provvede, su incarico del Presidente, alle convocazioni degli Organi statutari.

Art. 13
Il Collegio dei Sindaci è composto da cinque membri, di cui due supplenti.
Esso esercita il controllo di legittimità sulle entrate e sulle uscite concernenti il rendiconto economico finanziario dell’Associazione e ne riferisce al Comitato Direttivo.
A richiesta del Comitato Direttivo e del Presidente, adotta pareri tecnici sulla regolarità dei bilanci annuali.
I componenti del Collegio sono scelti tra professionisti di comprovata capacità.
Il Collegio dei Sindaci dura in carica sei anni e può essere rieletto.

Art. 14
Il Collegio dei Probiviri è composto da cinque membri, di cui due supplenti.
Il Collegio dura in carica sei anni e può essere rieletto.
Esso opera come Collegio Arbitrale.
Decide, in via definitiva, sui ricorsi proposti dai Soci avverso le deliberazioni del Consiglio Direttivo, applicative di sanzioni disciplinari, che devono essere proposti, a pena di decadenza, entro il termine di trenta giorni dalla loro comunicazione.
Inoltre al Collegio è devoluta la risoluzione delle controversie che possano insorgere tra i Soci ed Organi statutari; tra i soci e soci e tra Organi del CCI, in merito all’interpretazione delle norma dello statuto e dei Regolamenti.
Le decisioni del Collegio sono adottate in conformità a quanto stabilito dalla legge 5 gennaio 1994 n. 25.
Esse sono impugnabili solo ai sensi dell’art. 829 del c.p.c..
La mancata ottemperanza del lodo comporta l’automatica esclusione del Socio dalla CCI.
La carica di Probiviro è incompatibile con qualsiasi altra carica ricoperta nell’ambito del CCI.

Titolo Terzo

Art. 15
La Consulta Nazionale è organo di consultazione e di programmazione tecnica del CCI.
Essa è costituita da un numero di membri stabiliti dal Consiglio Direttivo e scelti tra giuristi, economisti, sociologi, esperti in comunicazione e nei vari campi di interesse del CCI.
La Consulta Nazionale fornisce al Consiglio Direttivo ed al Presidente pareri e proposte sulle iniziative da attivare per il conseguimento degli scopi istituzionali.
La Consulta può istituire sezioni di lavoro, con specifiche competenze.
Costituisce apposita Segreteria Tecnica, collegata con la presidenza.

Art. 16
La Consulta Giovanile è organo di consultazione e di programmazione tecnica del CCI, relativamente alla specifiche problematiche dei giovani utenti e consumatori.
Essa è costituita da un numero di membri stabilito dal Consiglio Direttivo, scelti tra esperti e cultori nei vari campi di interesse del CCI.
La Consulta Giovanile fornisce al Consiglio Direttivo ed al Presidente pareri proposte sulle iniziative da attivare per il conseguimento degli scopi istituzionali attinenti ai consumi ed alle utenze dei giovani.
La Consulta può istituire sezioni di lavoro, con specifiche competenze.
Costituisce apposita Segreteria Tecnica, collegata con la presidenza.

Art. 17
La Consulta Nazionale e la Consulta Giovanile durano in carica sei anni ed i loro componenti possono essere rinominati.

Titolo Quarto

Art. 18
Il patrimonio sociale è costituito:
1) dalle quote di ammissione e dalle quote annuali;
2) dai proventi ed interessi derivanti dalla gestione dell’attività e del patrimonio, nonché dalle riserve.
L’esercizio finanziario coincide con l’anno solare.
Le rilevazioni e registrazioni dei fatti amministrativi della gestione sociale seguono le regole previste dal diritto comune per le Associazioni.
I singoli soci e le associazioni, comitati, enti aderenti al CCI non possono chiedere la divisione del fondo comune né pretendere, in ogni caso, quota alcuna per qualsiasi titolo, anche sotto forma di contributi in precedenza versati, per tutto il periodo di esistenza del CCI.
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